Una steakhouse sull’antica via Prenestina?

Sarà molto difficile per la società ottenere i permessi che facciano sparire per sempre un pezzo di storia romana, tra Tor Tre Teste e Tor Sapienza

All’incrocio tra via Prenestina e via Tor Tre Teste, nell’area tutelata dalla Soprintendenza dei Beni archeologici del Lazio, l’antico torna a riemergere.

Durante gli scavi avviati nell’estate 2013 con il ritrovamento di una necropoli databile tra il I a. C. e gli inizi del II secolo d. C. (vedi nostro articolo) e della vecchia Prenestina, gli studiosi avevano trovato conferme nell’importanza storica dell’area.

Dopo aver scavato alcune tombe è stato messo in luce un tratto della Prenestina antica con alcuni resti di monumenti funerari posti ai lati. La scoperta che si è presentata agli archeologi è stata straordinaria visto che la strada si è perfettamente conservata. Ad un’analisi più attenta è possibile vedere nel basolato i solchi lasciati dalle ruote dei carri e alcuni “restauri antichi” con riutilizzo di marmi (si può vedere anche sulla via Appia, ndr), il tutto confermerebbe la tesi che la strada fosse ancora percorsa in età tardo antico e alto medievale. Molti studiosi, come si legge in Collatia del topografo Lorenzo Quilici avevano già ipotizzato la presenza dell’antico tracciato della Prenestina che corre parallelo alla strada moderna.

strada romana via Prenestina tor tre teste

(Foto di Antonio Bertino)

Ovviamente la scoperta è stata fatta per alcune indagini preventive nell’area in cui prima era locata la Società Mondo Auto Srl ed oggi di proprietà di Roadhouse Grill Italia S.r.l.

Tempo prima la Società Campo Immobiliare S.r.l. aveva presentato istanza per ottenere il permesso a costruire un edificio non residenziale a destinazione commerciale, ma questo progetto è stato ricusato per mancanza di documentazione (D.D. n. 186 del 7 marzo 2012 del Dipartimento Programmazione e Attuazione degli Strumenti Urbanistici).

In seguito anche la Roadhouse Grill Italia S.r.l. ha presentato un ulteriore progetto per la realizzazione di un complesso a destinazione servizi di ristorazione e commerciale, ma tale progetto pur avendo regolare documentazione risulta in contrasto con quanto prescritto all’art. 17 della Legge Urbanistica 1150/42 riguardo al rispetto dei piani decaduti in riferimento ai servizi pubblici e verde di rispetto.

Nel febbraio 2013 il consiglio dell’ex VII Municipio ha impegnato il Presidente “a vigilare sulla congruità dei progetti presentati con i vincoli posti dal PRG e dalle norme urbanistiche che regolamentano la materia tenendo conto dell’interesse precipuo del territorio; ad attivarsi presso il Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica affinché tenga conto della volontà del Municipio in sede di conferenza di servizi o attraverso l’espressione di un parere riguardo il progetto in questione”.

La zona già altamente abitata e con viabilità ridotta non può avere altre costruzioni che abbiano un peso urbanistico che va oltre il limite di 0,30 mq di edificabilità. Tenendo conto che il tratto di tracciato antico è perfettamente conservato e di grande interesse storico archeologico, sarà molto difficile per la società ottenere i permessi che facciano sparire per sempre un pezzo di storia che raccordava Roma, prima a Gabii (oggi è un po’ fuori il raccordo anulare) e poi a Praeneste, da dove partivano, prima della costruzione dell’Appia e della via Latina, tutte le strade che conducevano al Sud.

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8 commenti su “Una steakhouse sull’antica via Prenestina?

  1. Speriamo che in ogni caso si possa realizzare un incrocio migliore tra via prenestina, viale de chirico e via di tor tre teste che a mio avviso trova la migliore soluzione con una rotatoria con l’allineamento di via di tor tre teste a viale de chirico. Basterebbero pochi metri quadrati di deviazione della parte finale di via di tor tre teste.
    Comunque, cosa si aspetta a migliorare l’assurdo attuale incrocio che non consente nemmeno di svoltare a sinistra per prendere viale de Chirico per chi percorre via prenestina e proviene dalla direzione “centro”?. Attualmene ci sono perennemente 3/4 vigili urbani che invece potrebbero essere adibiti ad altri compiti,come ad esempio a fare servizio in piazza de cupis come una volta!!!!!!

  2. Io spero che la steak-house venga costruita e pure in fretta! Ovviamente, mettendo in sicurezza i reperti e rendendoli il più possibile fruibili. Oppure mettendo in sicurezza i reperti e ricoprendoli (così com’era quando c’era il concessionario). Non si capisce questa mentalità di voler per forza bloccare un’occasione per creare posti di lavoro. Anche perché una volta fatta l’indagine conoscitiva, non credo che qualcuno che non sia del quartiere parta da casa per andare a vedere 4 basoli che finiranno, come usuale, nell’incuria e nella cartaccia.

    1. Perchè creare “concorrenza” tra posti di lavoro e sicurezza stradale? Se una attività commerciale deve creare pericolosità su una strada, si fa “un pò più in là”. Dove non crea pericolo. Quell’incrocio va messo in sicurezza. E presto. Poi pensiamo al resto.

    2. E’ fuori discussione la necessità di migliorare l’incrocio , come è doveroso valorizzare il sito archeologico portandolo completamente alla luce , realizzandoci sopra una pavimentazione trasparente con all’interno un’illuminazione adeguata e a ridosso poi costruiteci ciò che volete ( io ci farei un teatro ) forse darebbe lustro a un quartiere dove sembra che, ai nostri amministratori piaccia il degrado dei campi nomadi …..

  3. La storia è sacra, questo Roma dovrebbe saperlo. L’esaltazione di lavoro finto, cementificazione, strade pensate male e fatte peggio – sventraparchi – è il delirio di un capitalismo terminale. Una civilizzazione finta, lavori da servi. Chi ne parla dicesse cosa accade là davanti, ove un capannone è chiuso da poco. Parlasse di crisi, anche a Tor Tre Teste. Al pari di un muraglione di cemento davanti al Colosseo, per una metro che doveva essere finita anni fa. Ovviamente la colpa è degli zingari, non della mafia slot, di sindaci proni a palazzinari, del casino sviluppistico. E dire che un tempo sindaco fu Argan. Oggi sacro pare essere il traffico.

  4. pROVARE TUTTE LE SOLUZIONI , MA QUESTO MANUFATTO DEVE RIMANERE FRUIBILE PER LA CITTADINANZA. QUI UN TEMPO PASSAVA LA STORIA CHE LEGAVA ROMA A GABI,A PALESTRINA.SECONDO LE INDICAZIONI DEL MINISTRO DEI BENI CULTURALI SI POTREBBE REALIZZARE QUALCOSA IN SINERGIA TRA PUBBLICO E PRIVATO.

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